Il Parco archeologico di Ostia antica ha aderito al progetto “Arte Fuori Dal Museo” promosso dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura. Si tratta di un protocollo d’intesa sottoscritto tra il Mic, Federalberghi Lazio e Associazione LoveItaly con Fondazione Roma finalizzato all’esposizione, presso hotel storici aderenti all’iniziativa, di reperti archeologici normalmente conservati nei depositi dei Musei dopo il loro restauro.
L’iniziativa “Arte fuori dal Museo” si sviluppa attraverso prestiti, depositi temporanei e iniziative culturali connesse; ha come referenti del progetto per il Parco di Ostia antica il Direttore Alessandro D’Alessio, la Responsabile Servizio Depositi, Mostre e Prestiti Cristina Genovese, e le Responsabili del Servizio Restauro Antonella Docci e Tiziana Sorgoni.
Nel dar seguito a tale protocollo d’intesa il Parco di Ostia antica ha sottoscritto, con ciascuna sede alberghiera romana aderente all’iniziativa, un accordo attuativo per regolare il prestito temporaneo a fini espositivi garantendone la pubblica fruizione sostenendo i costi per la realizzazione di interventi conservativi sulle opere selezionate. L’accordo prevede la realizzazione di interventi conservativi sulle opere selezionate.

Nello specifico con il progetto “Arte Fuori dal Museo” sono stati concessi in prestito temporaneo ed esposti il Ritratto di Faustina Maggiore (inv. 53) all’Albergo Diana, il Ritratto di Domizia Lucilla (o Annia Cornificia) (inv. 52) all’Hotel Universo e la Pittura raffigurante la Parca Lachesi (inv. 10807) all’Hotel Scalinata di Spagna.
Prima dell’esposizione i reperti provenienti dai depositi sono stati oggetto di revisione conservativa: le attività di restauro sono state effettuate dalla restauratrice Anna Borzomati che è intervenuta sia sui ritratti marmorei, sia sulla pittura sotto la supervisione delle funzionarie Restauratrici Antonella Docci e Tiziana Sorgoni.

Il restauro dei ritratti marmorei di Faustina Maggiore e di Domitia Lucilla, ha consentito di recuperare la loro piena leggibilità attraverso una sapiente e graduale pulitura. In entrambi i casi, infatti, il ricorso controllato a soluzioni chimiche e la rifinitura puntuale con l’ablazione laser hanno consentito di rimuovere depositi più o meno coerenti e deturpanti incrostazioni addensate sulle superfici, restituendo profondità alle elaborate acconciature ed esaltando l’originaria delicatezza dei tratti somatici. Il consolidamento di localizzati difetti di decoesione e piccole integrazioni hanno completato gli interventi conservativi.

L’affresco è stato oggetto di un intervento conservativo che ha previsto una leggera pulitura realizzata con tensioattivo, finalizzata alla rimozione delle sostanze superficiali alterate e ingiallite e un successivo intervento di reintegrazione pittorica eseguita con acquarelli per “riequilibrare” le abrasioni.

La realizzazione di teche appositamente concepite per preservare e al tempo stesso valorizzare le opere, così come l’aderenza ai protocolli di assicurazione, movimentazione e trasporto delle opere, hanno garantito in tutte le fasi gli standard museali normalmente adottati dal Parco archeologico di Ostia antica nei procedimenti di prestito temporaneo.
(a cura di Antonella Docci, responsabile del Servizio Restauro)





