I tesori della Biblioteca

Philippi Cluveri Italia antiqua cum Sicilia, Sardinia et Corsica, tomus I-II

Leiden, 1624

 

Questa monumentale descrizione dell’Italia antica fu scritta dal geografo tedesco Philipp Clüver, italianizzato in Filippo Cluverio, e venne pubblicata postuma nel 1624. Considerato il fondatore della geografia storica, Clüver dedica una buona parte del secondo volume a Roma e al Lazio, riservando uno spazio anche alla descrizione di Ostia e delle sue saline. È il volume più antico conservato nella Biblioteca Ostiense.

 

Frontespizio del volume “Italia antiqua”, Leiden 1624.

 

Giuseppe Rocco Volpi, Vetus Latium Profanum, tomus sextus, in quo agitur de Laurentinibus, et Ostiensibus

Padova, 1734

 

Nel volume vengono descritte le rovine di Ostia e di Porto, analizzando in particolare il bacino esagonale del lago di Traiano (all’epoca detto “Troianella”, come si legge in una delle tavole allegate) e i ritrovamenti scultorei avvenuti a Ostia e nei terreni agricoli circostanti, all’epoca ancora di pertinenza del vescovo ostiense.

 

Tavola del volume “Vetus Latium profanum” di Giuseppe Rocco Volpi.

 

Francesco Eschinardi, Descrizione di Roma e dell’Agro Romano

Roma, 1750

 

Questo piccolo ma denso volume contiene una preziosa descrizione di Ostia alla metà del XVIII secolo. L’autore menziona le “grandissime rovine” visibili al tempo, come la Basilica “detta oggi dal volgo la Casa degli Specchi” (ossia il Capitolium) e “la porta detta del Corvo” (arcata delle Terme della Marciana). Di particolare interesse anche la copertina del volume, decorata con i disegni di uno dei proprietari (sotto, a sinistra).

 

Copertina e frontespizio del volume “Descrizione di Roma” di Francesco Eschinardi.

 

Saggi di dissertazioni accademiche pubblicamente lette nella nobile Accademia Etrusca dell’antichissima città di Cortona, tomo VI

Roma, 1751

 

In questo volume è contenuta la dissertazione di Giampietro Lucatelli sul porto di Ostia, corredata da due tavole raffiguranti i Porti imperiali di Claudio e Traiano, nell’attuale comune di Fiumicino. La prima tavola, ispirata agli affreschi della Galleria Geografica Vaticana, ricostruisce l’aspetto dei porti nel II secolo d.C., mentre la seconda tavola raffigura lo stato delle rovine nel 1751 (sotto).

 

Tavola da Giampietro Lucatelli, “Il porto di Ostia”.

 

Paolo Cacchiatelli, Le scienze e le arti sotto il pontificato di Pio IX

Roma, 1860

 

Il volume illustra i principali progressi tecnici e scientifici avvenuti durante il pontificato di Giovanni Mastai Ferretti (1846-1878). Tra questi viene dedicato ampio spazio agli scavi di Ostia, promossi da Pio IX per competere con gli scavi vesuviani: varie incisioni sono dedicate ai monumenti rimessi in luce in quel periodo, sotto la direzione dell’archeologo Giuseppe Petrini.

 

Tavola da Paolo Cacchiatelli, “Le scienze e le arti sotto il pontificato di Pio IX”.

 

Thomas Ashby, La Campagna Romana al tempo di Paolo III

Roma, 1914

 

In questo volume di Thomas Ashby viene pubblicata la mappa della Campagna Romana realizzata nel 1547 da Eufrosino della Volpaia, caposaldo degli studi topografici su Ostia e non solo. In essa si riconosce la rappresentazione del Borgo di Gregoriopoli, il bacino del Porto di Traiano e dell’Episcopio di Porto (qui sotto). Il volume è impreziosito dalla dedica di Ashby a Guido Calza “compagno d’amicizia”.

 

Mappa della Campagna Romana di Eufrosino della Volpaia nel volume di Thomas Ashby

 

Esposizione Universale di Roma MCMXLII

Milano-Roma, 1939

 

Questo volume di grande formato venne realizzato con una tiratura di 1200 copie per promuovere l’Esposizione Universale di Roma del 1942, mai realizzata per lo scoppio della II Guerra Mondiale. I nuovi scavi di Ostia dovevano essere la principale attrattiva turistica dell’Esposizione: il volume dedica alcune pagine alla descrizione dell’area archeologica, corredate da una illustrazione a colori raffigurante la statua del Mitra di Kriton appena scoperta.

 

Illustrazione a colori dal volume “Esposizione Universale 1942”.

 

Giovanni Becatti, Ostia, mosaici e pavimenti marmorei

1942

 

Si tratta di un dattiloscritto nel quale vengono illustrati tutti i ritrovamenti musivi avvenuti durante gli scavi per l’Esposizione Universale del 1942. Il testo venne poi pubblicato nel 1961 nella collana “Scavi di Ostia”: sulla prima pagina, Becatti fece autenticare la sua firma dal notaio Giuseppe Grispini di Roma, probabilmente come protezione del diritto d’autore.

 

 

(Dario Daffara)