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Il Parco archeologico di Ostia antica esprime cordoglio per la scomparsa di Anna Gallina Zevi

Si è spenta oggi, 2 dicembre 2025, all’età di 86 anni, l’archeologa Anna Gallina Zevi, che per molti anni, tra il 1986 e il 2006, rivestì la carica di Soprintendente di quella che è stata la gloriosa Soprintendenza Archeologica di Ostia.

Riassumere la figura di Anna Gallina Zevi e del suo operato a Ostia (e non solo qui) non è semplice, né renderà giustizia in questa sede all’importanza del suo agire. Donna di cultura nel senso più elevato del termine, ha sempre interpretato appieno e con forte senso di responsabilità il ruolo di dirigente del Ministero dei Beni Culturali, operando e sostenendo importanti attività nell’ambito della ricerca, tutela territoriale, del restauro e della conservazione, della valorizzazione del patrimonio. Per quel che riguarda in particolare l’attività di tutela, la sua pervicacia fu tale da far inserire l’archeologia nei piani regolatori di Fiumicino e di Roma in un’epoca in cui la sensibilità a questo tema era ancora molto embrionale se non assente in molta parte d’Italia.

E soprattutto, Anna riuscì col suo impegno costante e quotidiano a far crescere ulteriormente Ostia sul piano scientifico, trasformandola in un vero centro di ricerche e studi, di interesse e di notorietà, grazie all’apertura a Scuole e Istituti stranieri: grazie alla sua iniziativa nacquero i Seminari Ostiensi, organizzati in collaborazione con l’Ecole Française de Rome, e, anche per il tramite di Lidia Paroli, giunsero a Portus la British School of Rome e la University of Southampton, con il progetto di ricerca Portus Project diretto da Simon Keay, che ha dato al grande scalo marittimo di Roma Imperiale la notorietà internazionale che merita.

Prima ancora occorre però parlare della visione – che oggi è assodata, ma non così 40 anni fa – di considerare Ostia-Portus un sistema economico, territoriale, sociale e strategico durante l’età imperiale. In quest’ottica si inserisce il suo impegno dapprima nell’esproprio di quella che oggi è l’Area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano, e il successivo restauro dei monumenti, nonché la sistemazione dei percorsi in vista dell’apertura al pubblico; anche gli scavi, già avviati da Ida Baldassarre nella Necropoli di Porto all’Isola Sacra rivestirono un’importanza capitale in quest’ottica, non solo per il progredire della conoscenza scientifica, ma anche in vista dell’apertura al pubblico. La sua visione del sistema territoriale ed economico omogeneo culminerà nella pubblicazione, insieme a Christer Brunn, degli atti del convegno “Ostia e Portus nelle loro relazioni con Roma” del 1999.

Con spiccate capacità manageriali gestì proficuamente i cospicui fondi messi a disposizione in vista del grande Giubileo del Duemila, con i quali restaurò monumenti a Portus (il primo intervento, funzionale anche alla loro valorizzazione, dei Grandi Magazzini Severiani, con la realizzazione del belvedere sul Lago di Traiano, alla fine degli anni ‘90) e ancora a Ostia. Qui poi fece costruire i cosiddetti Nuovi Depositi, ritenendo giustamente che la grande mole di reperti archeologici provenienti sia dagli scavi storici che da quelli più recenti, effettuati anche territorio, meritassero un’adeguata collocazione conservativa e in ordine al loro studio. Notevole impulso diede del resto alla loro catalogazione.

I semi gettati da Anna hanno germogliato e oggi – che la Soprintendenza di Ostia è divenuta un Parco archeologico, istituto autonomo del Ministero della cultura con competenza territoriale su quanto fu in antico il sistema Ostia-Portus – producono ancora molti e buoni frutti, anzi, sono alla base di ciò che il Parco porta avanti nel segno della tutela, della conoscenza, dello studio, della valorizzazione e della restituzione al pubblico del proprio patrimonio archeologico e monumentale, in particolare nei confronti della cittadinanza locale, ma con una grande apertura ai progetti e alle collaborazioni nazionali e internazionali.

In chi di noi ha avuto la fortuna e la possibilità di lavorarle accanto, resta il ricordo di una persona salda, onesta, ma anche empatica, sempre attenta a sostenere chi in difficoltà, e al tempo stesso estremamente precisa e risoluta nelle sue posizioni e nei suoi ideali.