Il tema del contenimento della vegetazione infestante, e più in generale del biodeterioramento, molto sentito dal Parco archeologico di Ostia antica per l’intrinseca relazione che esiste in questa tipologia di musei all’aperto tra la vegetazione e i manufatti, è stato oggetto recentemente anche di uno specifico contributo da parte responsabile del Servizio Restauro. La necessità di contemperare la conservazione del patrimonio archeologico e la salvaguardia del contesto ambientale richiede strategie d’intervento consapevoli e diversificate, dove la ricerca di nuove soluzioni che riducano i problemi di tossicità e di impatto ambientale svolgono un ruolo fondamentale.
Per rispondere a queste esigenze, il 24 marzo 2026 nel Salone del Castello di Giulio II si è svolto un incontro tecnico dal titolo “Soluzioni alternative per il controllo del biofilm in aree archeologiche” organizzato in collaborazione con CTS Conservation.
Il dott. Leonardo Borgioli, Chimico e responsabile tecnico scientifico di CTS, che ha messo a punto numerosi formulati di diffuso impiego in cantieri e laboratori di restauro, ha presentato a un eterogeneo pubblico di Restauratori, Architetti e Archeologi, soluzioni innovative e metodologie d’intervento green a base di prodotti vegetali e oli essenziali da impiegare in presenza di colonizzazioni microbiologiche.

Nel corso dell’incontro del 24 marzo l’attenzione è stata focalizzata sul degrado microbiologico che ha effetti non solo sulla leggibilità dei manufatti, attraverso l’interferenza cromatica prodotta dalle patine superficiali, ma soprattutto comporta un degrado dal punto di vista conservativo per le alterazioni di tipo chimico e fisico che i sottoprodotti dei metaboliti generano, anche in profondità, sui materiali costitutivi.
Inizialmente sono state esposte e comparate le principali sostanze chimiche ad azione biocida comunemente utilizzate nel settore del restauro e della conservazione, di cui è comprovata la mancanza d’interazioni nocive con il substrato analizzandole, in questo caso, sia dal punto di vista dei microrganismi bersaglio nei confronti dei quali sono efficaci, sia della loro persistenza e tossicità.
Con questi presupposti e in linea con i numerosi studi che da oltre venti anni si stanno eseguendo sugli oli essenziali è stata presentata, quindi, una nuova miscela di tre di essi (timo, rosmarino e basilico) i cui effetti antibatterici sono implementati proprio dall’azione sinergica che si instaura tra di essi. E’ un prodotto che non presenta rischi di tossicità, è sostanzialmente incolore e pronto all’uso. Consente, inoltre, di procedere alla rimozione meccanica degli organismi devitalizzati già dopo 3-4 giorni, riducendo sensibilmente le tempistiche di attesa richieste da altri prodotti.
Altrettanto interessanti solo le potenzialità di una miscela complessa di estratti vegetali, ricavati dalla distillazione del legno, che è stata illustrata nel corso dell’incontro Si tratta di una formulazione per il controllo del biofilm, con un ph finale neutro, che contiene oltre 300 molecole differenti presenti in concentrazioni molto basse (valori massimi inferiori al 3%). In maniera molto equilibrata è stata illustrata sia la completa biodegradabilità del prodotto, sia la possibile criticità dovuta alla colorazione non completamente trasparente, dovuta al legno dal quale viene estratto, sebbene i test di laboratorio abbiano dimostrato l’assenza di effetti cromatici collaterali sui materiali trattati. Il prodotto è stato già oggetto, infatti, d’incoraggianti risultati sperimentali sul campo soprattutto in ambito di manufatti lapidei.
Un altro tema affrontato, di grande interesse in ambito conservativo, è stato quello del prolungamento degli effetti preservanti sui manufatti dove si è in precedenza provveduto alla disinfezione e rimozione delle patine biologiche. Com’è noto i biocidi hanno una ridotta persistenza nel tempo e da diversi anni si stanno portando avanti sperimentazioni per verificare l’efficacia di protettivo che abbiano la doppia funzione idrorepellente e antivegetativa. Lo studio presentato, anche in questo caso oggetto di pubblicazioni scientifiche, ha posto all’attenzione dei presenti un preparato idrorepellente contenente sostanze microincapsulate a effetto alghicida e fungicida a lenta azione di cessione. In questo modo si combina l’azione protettiva idrorepellente con un effetto di rilascio controllato di una sostanza attiva contro il biodeterioramento.
Il Servizio Restauro del Parco archeologico di Ostia antica resta aperto al confronto con colleghi, studiosi, enti di ricerca pubblici e privati per testare e verificare materiali e soluzioni nel campo della conservazione che garantiscano la loro efficacia con un basso impatto ambientale.
(a cura di Antonella Docci, Responsabile del Servizio Restauro)
* Per approfondire:
Antonella Docci –Il diserbo nelle aree archeologiche: l’esperienza del Parco archeologico di Ostia antica Atti del Seminario “Il diserbo nella conservazione dei beni culturali” Stato dell’arte sull’uso del glifosato e strategie alternative sostenibili. 18 gennaio 2023.” L’Erma di Bretschneider 2023
Arianna Filippelli, Valerio Ciccone, Stefano Lippi, Lucia Morbidelli – Wood distillate as an alternative bio-based product against lichens on sandstone. – International Biodeterioration & Biodegradation, Volume 170, 2022
Emanuele Moretti, Tommaso Vagnarelli, Leonardo Borgioli – Ruderi e vegetazione : applicazioni sperimentali per la conservazione integrata del patrimonio archeologico come simbiosi tra costruito e natura.- XX Congresso IGIIC- Lo Stato dell’Arte 20 Campobasso 13-15 ottobre 2022





