I Marmi – Piazzola 8 – Bigio africanato

La qualità variegata dell’africano si esaurì probabilmente già in età flavia (fine I secolo d.C.), epoca in cui le cave producevano ormai solo una varietà grigiastra di rado attraversata da venature rosse, come attestato dai moltissimi blocchi ancora presenti presso il sito estrattivo di Karagöl a Teos.

 

Seferihisar, Teos. Grandi blocchi gradinati in bigio africanato giacenti presso la cava di Karagöl

I frammenti di colonna tassellata (A-B, X), oltre a rappresentare a oggi un unicum, testimoniano il complesso e laborioso tentativo di realizzare artificialmente l’originaria qualità policroma dell’africano, ormai difficilmente reperibile, inserendo in un fusto di tonalità grigia tasselli dal profilo sinuoso della varietà rosso brecciata.