Il complesso di Monte Giulio
Questa altura si è formata nel corso del tempo sopra un’antica banchina portuale, che costituiva il limite orientale del grande bacino portuale di Claudio. Sopra la banchina sorgeva una serie di edifici indagati a più riprese a partire dal 1968, posti ai lati di via Guidoni. Sul lato meridionale della strada sono visibili i resti di una grande cisterna, terminazione dell’acquedotto che serviva Portus, accanto alla quale sorgeva un piccolo impianto termale. Gli impianti originari risalgono al II secolo d.C., ma l’impianto termale mostra dei rifacimenti databili ad età tardoantica.
La cisterna era una struttura imponente: 27 x 15 m, corrispondente a 90 x 50 piedi romani. L’interno era diviso inizialmente in due campate da un asse centrale di tre pilastri. In una seconda fase le due campate furono chiuse, originando così quattro celle con pareti e pavimento rivestiti in cocciopesto. Dall’esterno il monumento, in cortina laterizia, è invece animato da una serie di nicchie semicircolari poste su tutti i lati, la cui funzione è prettamente estetica.
L’Area archeologica è chiusa al pubblico.
La Capitaneria
Presso il monumento ai Caduti di Kindu si trovano i resti della cd. Capitaneria, un complesso per la gestione del traffico portuale che doveva ospitare uffici e spazi di rappresentanza. Uno degli ambienti, riscaldato con tubuli in terracotta a parete, era finemente decorato con affreschi: negli anni Ottanta si è potuta recuperare la decorazione dipinta di una volta sulla quale è raffigurato, tra gli altri soggetti, il faro di Portus. La Capitaneria fu costruita nel II secolo e restaurata a più riprese fino al IV secolo.
Per l’assenza delle condizioni minime di sicurezza, il monumento non è attualmente visitabile, ma è stato realizzato un video ricostruttivo di come doveva essere l’edificio, in particolare l’ambiente affrescato:





