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Il Parco archeologico di Ostia antica presenta il progetto S.T.Ar.T.

Il 10 aprile al Museo delle Navi il Parco presenta gli esiti del progetto “S.T.Ar.T. Ostia – Soluzioni Tecnologiche per l’ARcheologia e il Territorio”, finanziato dalla Regione Lazio attraverso l’agenzia Lazio Innova nell’ambito dell’Avviso Pubblico “DTC – Intervento 2 – Ricerca e sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale”

Venerdì 10 aprile presso il Museo delle Navi di Fiumicino si svolgerà la presentazione del Progetto “S.T.Ar.T. Ostia – Soluzioni Tecnologiche per l’ARcheologia e il Territorio”, vincitore di Bando Lazio Innova finanziato dalla Regione Lazio.

Il progetto, sviluppato dal Parco archeologico di Ostia antica, ha coinvolto le aree archeologiche di ostia antica e della Necropoli di Porto all’Isola Sacra e l’edificio della Capitaneria del Porto di Claudio presso il Museo delle Navi e ha avuto come obiettivo principale l’individuazione di forme e modelli per una migliore conservazione, gestione e fruizione dei beni archeologici.

Nell’ambito del progetto sono state eseguite diverse attività:

  • rilievo fotogrammetrico e laserscanner
  • monitoraggio statico e microclimatico
  • indagini geologiche
  • indagini diagnostiche sulle strutture e sugli apparati decorativi

I dati raccolti sono confluiti nella piattaforma GIS del Parco, che è stata arricchita con nuovi moduli applicativi, e in un H-BIM (Heritage Building Information Modeling) specificamente disegnato, che rappresenta l’elemento più innovativo del progetto.

I dati prodotti ed elaborati principalmente a scopo conoscitivo hanno costituito la base per lo sviluppo di ricostruzioni in realtà virtuale, che sono state riproposte anche all’esterno del Parco archeologico grazie alla collaborazione con i partner (Comune di Fiumicino e X Municipio di Roma Capitale) e gli stekeholders (ATAC e Aeroporti di Roma).

Nell’area degli Scavi di Ostia antica il progetto ha coinvolto un settore della Regio IV comprendente la Domus di Giove Fulminatore, il Ninfeo degli Eroti, la Domus dei Pesci, la Domus del Garofano e la Caupona del Pavone. Tutti gli edifici sono stati rilevati mediante fotogrammetria e laserscanner e alcuni di essi sono stati oggetto di indagini geologiche e diagnostiche e di monitoraggi strumentali. I rilievi e i dati sono confluiti nella piattaforma GIS del Parco, che è stata arricchita con un modulo specifico dedicato ai monitoraggi.

Le nuvole di punti realizzate hanno permesso di costruire il modello BIM del Ninfeo degli Eroti e la ricostruzone virtuale della Caupona del Pavone, fruibile in 2D e 3D.

Alla Necropoli di Porto, il progetto ha avuto come focus la Tomba n.57, i cui affreschi sono staccati e conservati nei depositi ostiensi. La tomba e le pitture sono state oggetto di rilievi fotogrammetrici e laserscanner, che hanno consentito di ricostruire l’unità dell’insieme per la fruizione virtuale. Sulle pitture è stata inoltre condotta una campagna di indagini diagnostiche (XRF e misure colorimetriche).

La Capitaneria del Porto di Claudio, ad oggi chiusa al pubblico, è stata interessata da una campagna di rilievo e da indagini geologiche e diagnostiche volte alla progettazione del restauro. Ne è scaurita una ricostruzione 3D che permette la fruizione virtuale dell’ambiente principale, che svolgeva forse funzioni di dogana del porto, e dello straordinario soffitto dipinto che ne decorava la volta.

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